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Diversificare o morire

Alla scoperta di modi in cui le arti e la cultura possono barcamenarsi nell’era digitale

Non è raro sentire artisti e manager delle arti e della cultura lamentarsi di quanto i progressi tecnologici stiano cambiando le caratteristiche di funzionamento delle imprese che operano in questi settori.

Tutti, dai produttori discografici agli organizzatori di eventi, piangono lacrime amare. Essi percepiscono la cultura digitale odierna in termini negativi per quanto riguarda la crescita e i volumi d’affari in un settore che ha sempre avuto difficoltà nella capacità di generare reddito.

Sono una delle poche voci che dà il benvenuto al cambiamento.

Accettare il cambiamento

I settori delle arti e della cultura non sono gli unici che si sono dovuti adeguare all’era digitale. Così, quando sento i protagonisti del settore che si lamentano, sento l’odore di pretese assistenziali e di mancanza di ingegno.

Molti artisti e manager delle arti e della cultura sostengono che la gente semplicemente non stia più consumando “vera e propria arte” e che le sollecitazioni della tecnologia e la sempre minore capacità di tenere desta l’attenzione siano da biasimare.

Non sono sicura di poter condividere questa tesi.

In generale, la tecnologia non cambia necessariamente la qualità dell’arte che creiamo. La grande arte è ancora grande arte.

Ciò che la tecnologia ha fatto è cambiare il modo in cui l’arte e la cultura si diffondono e si consumano. Perciò, scoprire nuovi modi per condividere la “vera arte” che questa generazione può ricevere è importante.

Una nuova generazione, con un diverso modo di vivere e di esplorare il mondo, semplicemente non fruirà e consumerà l’arte nello stesso modo delle generazioni precedenti.

Quanto prima ci renderemo conto di questo, tanto prima saremo in grado di trarre vantaggio dalle nuove opportunità che la tecnologia ci offre.

Cercare flussi di ricavi associati alla tecnologia

L’invito a diversificare non è naturalmente inteso ad abbandonare tutto del passato. Si tratta, invece, della proposta di includere nuovi elementi in ciò che già esiste.

Il maggiore impegno che richiede è ricercare flussi di ricavi digitali — o trovare nuovi modi per crearli o trarne vantaggio. Si guardi, ad esempio, alla possibilità di creare applicazioni per fornire un accesso pratico, semplice e rapido (e le opzioni per l’acquisto) ai prodotti e i servizi.

Un cambio della guardia e l’uso della predisposizione artistica a proprio vantaggio

Una delle cose buone che ho visto emergere dalla rivoluzione digitale è ciò che chiamo un cambio della guardia.

La tecnologia e la rivoluzione digitale hanno, in molti modi, appiattito il campo da gioco e rimosso l’elitarismo esistente che consentiva solo ad alcuni artisti e manager di essere invitati alla festa.

Ora, tutti devono battersi in modo più intelligente per trovare il proprio posto e gli artisti indipendenti possono creare radici sostenibili o trovare il proprio successo.

Si potrebbe obiettare che l’elitarismo di cui parlo ha protetto la qualità dell’arte e le esperienze culturali disponibili.

Ancora una volta, non sono d’accordo.

Forse c’erano molte opzioni migliori esistenti che non sono mai emerse, appunto a causa della natura elitaria del “club dei vecchi amici”.

Con pari opportunità, la crema affiorerà.

Tuttavia, avvertiamo ancora i cambiamenti che l’era digitale ha apportato al settore; una cosa è chiara — dobbiamo diversificare o morire.

Piaccia o no, la tecnologia è qui per restare.

Perciò, dobbiamo trovare modi innovativi per attrarre e stimolare una nuova generazione pur continuando a produrre un impatto sulla cultura attraverso l’arte.

 


 

Kerri-Anne .C. Walker

Master in Arts and Culture Management

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