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Intervista al Professore Riccardo Orfei

Riccardo Orfeiha lavorato a lungo nell’ICT, ricoprendo dapprima ruoli specialistici, e, dal 1987 in poi, quello di responsabile di personale tecnico, di gruppi di lavoro, di progetti di piccole, medie e grandi dimensioni. Nel 1999 ha ottenuto la certificazione del Project Management Institute come Project Management Professional – PMP. È iscritto al PMI e al Rome Italy Chapter.

Attualmente si occupa di formazione professionale nel campo del Project Management. È laureato in Scienze della Formazione con indirizzo “Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane”. È membro dell’Associazione Italiana Formatori dove partecipa ai lavori della Comunità di Pratica “Professionisti Formatori di Professionisti”. Parla inglese e spagnolo.

1. L’istruzione è stata importante nella sua famiglia?

I miei genitori non erano molto istruiti ed entrambi provenivano da famiglie della classe lavoratrice, perciò, da ragazzo, lavorare presto era per l’economia familiare più vantaggioso che destinare tempo e denaro (che forse non era neppure disponibile) per un’istruzione formale e completa. Ciononostante, consideravano della massima importanza la mia istruzione e quella di mio fratello ed erano orgogliosi di vederci riuscire nei nostri studi.

2. Può raccontare qualcosa sulle sue esperienze in Europa?

Sono nato in Italia e ho sempre vissuto in questo paese, perciò mi sono sempre considerato un uomo di cultura europea e occidentale.

3. Con quali motivazioni affronta i compiti più impegnativi?

Ho dovuto affrontare molti problemi nella mia vita e ho sempre lottato per superarli e risolverli. Quando ho qualche nuovo problema, non mi arrendo e continuo a dire a me stesso che posso farcela, come è già successo in passato … e funziona!

4. Quali sono i suoi stimoli riguardo all’insegnamento?

In realtà mi piace pensare che non insegno, ma, piuttosto, che aiuto le persone a imparare. Prendersi cura delle persone è la chiave per una buona pratica educativa.

5. Che cosa si aspetta di più dagli studenti?

Vorrei che i miei studenti fossero dei combattenti, desiderosi di crescere e svilupparsi come donne e uomini di valore che lottano per costruire un futuro migliore per i loro cari, i loro paesi e l’umanità intera.

6. Quali consigli può dare agli studenti per quanto riguarda la loro crescita personale?

Studiare un po’ tutti i giorni, dialogare tra loro, imparare dai colleghi, dai modelli e, soprattutto, dai propri errori.

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