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Intervista al Professore Giosuè Prezioso

Dopo aver conseguito una laurea in storia dell’arte e italianistica presso l’università americana John Cabot University (magna cum laude), vince la posizione come Assistente al Direttore per il prestigioso programma Master of Science (MSc) in Art, Law and Business, presso la famosa casa d’aste Christie’sa Londra.

Assistente al Coordinatore accademico presso la John Cabot University, tiene lezioni di lingua straniera e storia dell’arte presso istituti pubblici e privati internazionali, come Roma Film Academy, Roma, Talketika, Madrid e LIT Services, Genova e Stati Uniti. Traduce testi e sottotitoli per la compagnia di produzioni cinematografiche americana Compass Light Production, di cui è anche revisore e corrispondente freelance per l’Italia. Cura e scrive la sezione di linguistica della rivista italo-americana “We the Italians”, per cui svolge anche l’attività di traduttore.

1. Domanda: Quando ha capito di voler diventare un insegnante?

Risposta: A 17 anni mentre studiavo il russo e l’arabo (o almeno tentavo!). All’improvviso ho avuto una visione: perché non insegnare? In quel periodo vivevo nell’Italia meridionale e essere un madrelingua inglese era una specie piuttosto rara. Sono quindi andato dal direttore della scuola e ho chiesto: posso tenere delle lezioni gratuitamente? Ha accettato. Due settimane dopo ho iniziato. La prima lezione: 25 persone di ogni età, generi e paesi! Ho iniziato con la grammatica, la coniugazione dei verbi, le regole … tutto naturale, spontaneo e coinvolgente. Bello per me e (credo) per gli studenti che alla fine sono diventati 180!

2. Domanda: Quali strategie ha usato per avere successo al college?

Risposta: Prima di tutto ho studiato ciò che mi piaceva e presumo che questo abbia reso l’esperienza più facile, più stimolante e, alla fine, di successo. E poi è ovvio: ho studiato, studiato e studiato. Provando immenso piacere all’argomento “ho fatto l’amore” (posso usare l’espressione come professore?) con tutte le opere d’arte, gli artisti e gli aneddoti in cui mi sono imbattuto; poi, ho cercato di fare del mio meglio per presentarli nel modo migliore: come fossero i miei amanti! Sono convinto che, di conseguenza, i miei esami siano stati piuttosto coinvolgenti e così mi sono laureato con ottimi voti. Questo mi ha consentito di essere accettato in alcune delle migliori università di tutto il mondo. Tuttavia, ho anche lavorato molto mentre studiavo. Ho continuato a insegnare in Italia e all’estero. Inoltre, ho anche allestito mostre d’arte, vinto premi, proposto progetti di volontariato in scuole, prigioni, istituti … ovunque! In questo modo il mio CV si è arricchito di esperienze diversificate di scrittura, direzione, insegnamento, lingue (nel frattempo, studiavo tedesco, francese, svedese e sanscrito) che erano gradite alle aziende. Per riassumere: studiare quello che piace, lavorare durante gli studi, imparare le lingue ed essere intraprendente!

3. Domanda: Quale consiglio può dare agli studenti che frequentano le sue lezioni?

Risposta: dirmi se sono noioso; fare domande; essere curiosi; se c’è un interesse artistico, contemplare l’arte è sempre bello; dirmi se sto facendo bene, altrimenti interrompermi!

4. Domanda: Che cosa apprezza di più dell’insegnamento alla Rome Business School?

Risposta: Prima di tutto, lo staff, che trovo giovane, sempre sorridente e aperto, nel senso che uno può davvero sedersi a fianco a loro e avviare un progetto, un’idea … Poi il triangolo costituito da lezioni accademiche, ubicazione, approccio: fantastici programmi legati a Roma e affrontati in una prospettiva decisamente internazionale. Prendiamo a esempio il Master in Gestione dell’Arte e della Cultura: sei a Roma, una delle città più prestigiose al mondo per la cultura, e studi in un istituto a indirizzo aziendale con una prospettiva internazionale; ne ho la certezza! Ho faticato un po’ con Christie’s. Non ci sono molti programmi in giro incentrati su cultura ed economia aziendale. Queste caratteristiche rendono la RBS un punto strategico che attrae studenti e colleghi molto interessanti e interessati, uno spazio di networking e, più semplicemente ma convenientemente, un luogo di incontro per persone che provengono da tutto il mondo.

5. Domanda: Quali sono le sue maggiori aspettative riguardo agli studenti?

Risposta: Al termine del semestre alcuni studenti – un buon numero di loro – hanno chiesto via email di incontrarmi e migliorare la nostra conoscenza reciproca. Questo è ciò che mi aspetto dagli studenti (e da me, ovviamente): sollecitare il loro entusiasmo e la curiosità. Anche se può non sembrare molto accademico, riuscire a stimolare l’entusiasmo e la curiosità in una persona significa aver fatto metà del lavoro. Ovviamente, quello che cerco di fare in classe è insegnare una metodologia con cui affrontare il lavoro. Tuttavia, in un mondo in cui l’istruzione sta diventando sempre più un’attività industriale, assai poco stimolante per quanto riguarda gli aspetti più critici della nostra crescita umana e intellettuale, valori come la curiosità e l’entusiasmo per la conoscenza dovrebbero, a mio parere, essere salvaguardati. L’interesse per un argomento può essere sopito, ma la sete di sapere è piuttosto immortale e quasi spirituale.

 

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